30 Settembre 2025 - ,

Intersezionale Campana d’autunno

a cura della sezione di Benevento

Parco Regionale Taburno-Camposauro

da Fontana S.S. Trinità a San Michele in Camposcuro

5 ottobre 2025

Percorso:     Fontana Trinità (1081 m), Lampazzuoli (1100 m), Eremo San Michele in Camposcuro (1162 m).

Dislivello:    200 m

Difficoltà:     E

Durata:         6 ore

Lunghezza:  12 km

Tipologia:       AR – andata e ritorno

Approvvigionamento idrico: Fontana S.S. Trinità

Appuntamento: ore 9:30 parcheggio area pic-nic di fontana S.S. Trinità (Coord. GPS WGS84: N 41.173832, E 14.581605 – posizione GoogleMaps) – Inizio escursione entro le ore 10. 

Attrezzatura: Scarpe da trekking, abbigliamento a strati adatto alla stagione, pantaloni lunghi, giacca impermeabile o mantellina antipioggia, cappello, bastoncini da trekking, colazione a sacco, acqua. 

Partecipazione: L’escursione è aperta sia ai soci CAI che ai simpatizzanti muniti dell’idonea attrezzatura, previa sottoscrizione dell’assicurazione giornaliera obbligatoria. Per partecipare è obbligatorio prenotarsi entro le ore 20 di venerdì 3 ottobre, contattando il referente della sezione di appartenenza.

Direttori:        gli Accompagnatori di Escursionismo della Campania.

Informazioni:  Enzo Auletta – 320.7406508.

Descrizione del percorso

L’escursione si sviluppa integralmente lungo il percorso del Sentiero Italia, un percorso ideato e curato dalle sezioni del Club Alpino Italiano che, con i suoi oltre 8000 km, attraversa l’intera Penisola dal profondo sud della Sicilia fino alle vette alpine del nord, abbracciando montagne e valli, coste e pianure, città d’arte e piccoli borghi nascosti. Il percorso, articolato in oltre 500 tappe, attraversa 20 regioni, 16 siti UNESCO e numerosi Parchi nazionali e regionali.

Noi percorreremo il tratto della tappa S17 (Piano di Prata-Telese) che da Fontana Trinità arriva fino a San Michele in Camposcuro. Il percorso si snoda quasi integralmente nella faggeta di Camposauro, nel Parco-Regionale del Taburno-Camposauro, nei territori dei comuni di Vitulano, Solopaca e Frasso Telesino.

Si prosegue verso ovest su una larga carrareccia sul sentiero CAI n.720 indicato da buona segnaletica verticale e sui faggi. A destra si osserva Toro Zucculillo (1076 m) ed a sinistra il Monte Rosa (1307 m) dalla cui cima si gode di uno splendido panorama. Si prosegue in direzione sud fino a località Lampazzuoli dove, dopo circa 3km dalla partenza, si devia ad un bivio verso ovest e, dopo aver attraversato uno splendido pianoro detto Orto di Michele, proseguendo per circa 1km su carrareccia si giunge alla deviazione per il bellissimo Eremo di San Michele in Camposcuro, incastonato in una grotta sotto il Monte Sant’Angelo (1189 m), che si raggiunge dopo circa 450m con un  bel sentiero panoramico.

Prima di giungere alla grotta dell’Eremo è presente lungo il sentiero un campanile da cui si gode di uno splendido panorama sul Monte Taburno e la vallata di Frasso Telesino.

Dopo una sosta all’Eremo di San Michele, si ritorna al pianoro di San Michele in Camposcuro per consumare il pranzo.

Il ritorno avverrà per lo stesso percorso dell’andata.

La faggeta di Camposauro

Monte Camposauro e Monte Pentime, insieme a Monte Taburno costituiscono il Parco Regionale del Taburno-Camposauro. Il massiccio, costituitosi nell’era mesozoica, è costituito da due blocchi calcarei separati dalla depressione tettonica di Piana di Prata. Camposauro si colloca a NW della Città di Benevento, nella cui provincia ricade interamente. Osservando il massiccio dall’alto o lungo la strada che dal capoluogo sannita porta nella Valle Vitulanese, si ha l’idea di una donna sdraiata con i capelli sciolti, che gli ha conferito il nome di “Dormiente del Sannio”.

I rilievi del Camposauro sono ricoperti da una fitta e rigogliosa vegetazione favorita anche dai fertili suoli di origine piroclastica che vanno a ricoprire il substrato. La flora è composta principalmente da frassino, carpino, acero intorno ai 600-700 metri; il leccio si trova accantonato sulle balze calcaree ad altitudini diverse anche sino a 1000 – 1100 metri. Al di sopra dei 900 metri è il faggio che domina incontrastato, costituendo, nella foresta demaniale del Taburno, dei lembi pregiati con alberi dai tronchi dritti e maestosi. Qui si trovano pure degli abeti bianchi introdotti nella zona intorno al 1846 per volontà dei Borboni, ed attualmente in fase di regresso a vantaggio del faggio.

Le faggete del Camposauro, di proprietà comunale, mostrano le tracce di tagli intensi ed indiscriminati operati in buona parte nel corso dell’ultimo conflitto e sopportano le conseguenze del pascolo eccessivo nel bosco. In questa zona troviamo pure la maggiore presenza di agrifoglio.

La situazione attuale della fauna del massiccio Taburno-Camposauro è poco nota, se si esclude il censimento ornitologico degli anni 1983-87. Non risultano segnalazioni di specie rare e particolarmente minacciate, probabilmente perché già estinte a causa dell’elevata pressione antropica a cui è soggetto il massiccio. Sono tuttavia presenti una colonia di corvo imperiale, diverse specie di uccelli rapaci (boschi di alta quota, rupi), i picchi (alberi vecchi), piccoli passeriformi e piccoli mammiferi.