12 Aprile 2026 - ,

In ricordo di Onofrio Di Gennaro

Onofrio Di Gennaro

Cammina sulle sue vette più belle il nostro Onofrio Di Gennaro. Presidente della sezione di Napoli negli anni 1999-2001, Consigliere centrale negli anni successivi, è stato maestro di tanti di noi, e compagno di salite. Si era iscritto nel 1949, l’ho conosciuto bambina, e mi diceva Giovanne’ vai avanti. Ha portato in montagna tutti, con gioia, con trasporto, con passione e con pazienza. Alpinista vorace e completo, rocciatore – a 15 anni sulla Guglia Castellano – , ghiacciatore forte, dagli anni Cinquanta, dopo un inizio nell’esplorazione speleologica, sale le maggiori vette delle Alpi occidentali con gli amici di una vita : Franco Canzanella, Pasquale Monaco, Aldo Pireneo, Aurelio Spera, ripetendole in seguito e salendone ancora di nuove. Con Aldo, ha realizzato dagli anni Ottanta un progetto alpinistico organico e originale, forse unico al mondo, salendo in ventuno spedizioni autogestite i maggiori vulcani del mondo, in tutti i continenti. Resistente alle alte quote ma anche grandissimo amante dei nostri versanti d’Appennino, lo ricordiamo sulle strade e alla base di tutti i sentieri con il suo pullmino giallo, attrezzato per una mitica e totale autosufficienza, che ha sempre ispirato tutti i suoi viaggi, anche quelli con la famiglia, con la sua adorata Elena, che lo ha spesso seguito in posti straordinari.

Vulcanico come i crateri della Terra che ha collezionato, è stato tradizionale e innovatore insieme, colto, preparato, amante dell’avventura e della montagna solitaria, maestro di giovani a cui ha aperto gli orizzonti vastissimi della sua passione. Nella nostra migliore tradizione, ha scritto tanto : con le menzioni e relazioni delle sue salite nei vari periodici della sezione di Napoli ; da presidente, pubblicando i lavori istituzionali e il volume del 130° anniversario della sezione ; da alpinista, il bel volume Su per le cime, nel 2003. Indomito fino all’ultimo, lo abbiamo visto alla festa per il 150° anniversario della sezione, nel 2021, gioire con tutti noi nella villa che era stata di Girolamo Giusso e salire felice al Crocione, circondato dall’affetto e dalle premure dei soci, e intanto lo supplicavo di accettare di usare i bastoncini…

Tanti in Italia hanno conosciuto Onofrio nelle sue straordinarie proiezioni di diapositive e conferenze sui vulcani del mondo, che ha portato in decine di sezioni del CAI, facendo conoscere a tutto tondo la sua amata sezione napoletana, le sue attività, i suoi alpinisti. Ciao Onofrio, grazie di tutta la vita che hai condiviso con noi, con il Cai e, se posso, con mio padre e con me, con i soci della sezione che amavi e conoscevi ad uno ad uno, con i soci di tutta Italia che hai incontrato con entusiasmo e dedizione. Grazie di cuore, nel tuo giorno di Pasqua 2026 so che hai salutato gli amici del Cai dai posti più belli.

Maria Giovanna Canzanella

Per Onofrio

Con Onofrio Di Gennaro si chiude un’era, perché Onofrio era un alpinista di altri tempi, quando il rapporto con la montagna era spirituale oltre che tecnico. Oggi, le attrezzature e l’approccio ad essa sono cambiati, ma non credo che l’avvicinarsi alle montagna sia più lo stesso. Il facile accesso all’ambiente montano e alle sue discipline ha fatto sì che mancasse quella gradualità e quella consapevolezza che ha invece contraddistinto uomini come Onofrio, perché in montagna si andava per vivere e non per apparire. Altre epoche si dirà, ed è comunque vero che siamo anche noi uomini dei nostri tempi ma riprendere il lascito di quell’alpinismo e di quell’escursionismo di una volta, più viscerale, meno appariscente e meno competitivo, forse non farebbe male a nessuno, soprattutto ci renderebbe tutti uomini e donne più coscienti di ciò che facciamo. Ciao Onofrio, tu sei una di quelle persone che lasciano qualcosa a chi ha avuto il piacere e l’onore di conoscerti, e per questo rimarrai sempre al nostro fianco ad accompagnarci lungo i sentieri del mondo e della vita. Grazie.

Il CD del CAI Napoli